Uganda
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| Uganda | |||||||||
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| Motto: For God and My Country (Traduzione: Per Dio e per la mia Patria) |
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| Informazioni | |||||||||
| Nome completo: | Repubblica dell'Uganda | ||||||||
| Nome ufficiale: | Republic of Uganda | ||||||||
| Lingua ufficiale: | inglese | ||||||||
| Capitale: | Kampala (1.208.544 ab. / 2002) | ||||||||
| Politica | |||||||||
| Governo: | Repubblica | ||||||||
| Capo di stato: | Yoweri Museveni | ||||||||
| Capo di governo: | Apolo Nsibambi | ||||||||
| Indipendenza: | 9 ottobre 1962 | ||||||||
| Ingresso nell'ONU: | |||||||||
| Superficie | |||||||||
| Totale: | 236.040 km² (81º) | ||||||||
| % delle acque: | 15,39 % | ||||||||
| Popolazione | |||||||||
| Totale (stima 2006): | 28.195.754 ab. (43º) | ||||||||
| Densità: | 105 ab./km² | ||||||||
| Geografia | |||||||||
| Continente: | Africa | ||||||||
| Fuso orario: | UTC +3 | ||||||||
| Economia | |||||||||
| Valuta: | scellino ugandese | ||||||||
| PIL (PPA) (2005): | 43.260 milioni di $ (83º) | ||||||||
| PIL procapite (PPA) (2005): | 1.501 $ (158º) | ||||||||
| ISU (2005): | 0,505 (medio) (154º) | ||||||||
| Varie | |||||||||
| TLD: | .ug | ||||||||
| Prefisso tel.: | +256 (+006 da Kenia e Tanzania) | ||||||||
| Sigla autom.: | EAU | ||||||||
| Inno nazionale: | Oh Uganda, Land of Beauty | ||||||||
| Festa nazionale: | 9 ottobre | ||||||||
La Repubblica dell'Uganda è uno Stato (236.040 km², 28.195.754 abitanti[1], capitale Kampala) dell'Africa Orientale.
Confina a nord con il Sudan, a est con il Kenia, a sud con la Tanzania e il Ruanda e a ovest con la Repubblica Democratica del Congo. La parte meridionale del territorio comprende una parte sostanziosa del Lago Vittoria, che, per il resto, appartiene a Kenia e Tanzania.
Il suo nome deriva dall'antico regno Buganda, che comprendeva la sezione meridionale del paese, inclusa la capitale Kampala.
L'Uganda è una repubblica democratica, l'attuale capo di stato è Yoweri Museveni mentre il capo del governo è Apolo Nsibambi
Le lingue ufficiali sono l'inglese e lo swahili.
Indice |
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia dell'Uganda. |
[modifica] Storia pre-coloniale
La più antica etnia insediata sul territorio dell'attuale Uganda è quella Twa (un popolo di pigmei), circa 2000 anni fa nell'area si insediarono popolazioni di Bantu che scacciarono i Twa ma furono a loro volta incalzati da etnie nilotiche proveniente da settentrione e costituite da popolazioni nomadi di allevatori. I conflitti fra le due etnie confinanti proseguirono per molto tempo.
A partire dal XV secolo e prevalentemente nell'area meridionale si formarono dei regni, il più noto è quello di Buganda, altri regni erano quelli di Ankole, Bunyoro e Toro. Le popolazioni nilotiche insediate a settentrione si organizzarono invece in entità di dimensioni inferiori.
Nel XIX secolo gli arabi, attratti dal commercio di avorio e schiavi, formarono una fitta rete di avamposti commerciali sia nell'area dell'Africa orientale sia in quella dei Grandi Laghi, in alcune regioni prese piede la religione islamica mentre in altre rimasero prevalenti le religioni originarie.
[modifica] Epoca coloniale
Intorno al 1860 gli esploratori britannici John Hanning Speke e James Augustus Grant scoprirono le sorgenti del Nilo, nello stesso periodo iniziò la colonizzazione europea dell'Africa orientale. I primi ad insediarsi nella regione furono i missionari protestanti nel 1877 seguiti dai cattolici nel 1879[2], che in tempi molto brevi riuscirono a convertire diversi gruppi di popolazione.
L'Uganda, nel 1888, fu posta sotto il controllo della Compagnia britannica dell'Africa Orientale e nel 1894 divenne un protettorato britannico. Lo rimase fino al 1962, anno dell'indipendenza. In epoca coloniale nella parte meridionale del paese venivano coltivati cotone e caffè, per trasportare le merci venne costruita la ferrovia dell'Uganda che congiungenva Mombasa a Kampala transitando da Nairobi.
Durante questo periodo furono poste le basi per la grande divisione del paese, tra le zone a nord e al sud del fiume Nilo. Mentre nella zona meridionale furono favorite le coltivazioni (cotone, cacao, gomma, caffè), le popolazioni settentrionali (acholi e langi) furono perlopiù assorbite nell'esercito.
[modifica] Gli inizi dell'indipendenza
Negli anni cinquanta iniziò un processo di democratizzazione del paese, nacquero i partiti politici e il congresso. Il 9 ottobre 1962 il paese divenne indipendente.
Al momento dell'indipendenza nel 1962 la costituzione prevedeva un sistema semi-federale, che concedeva sufficiente spazio alle élite politiche tradizionali. Il delicato equilibrio tra il re del Buganda, primo Presidente del paese, e il suo primo ministro Milton Obote, un lango del nord, durò poco e già nel 1966 Obote prese d'assalto con l'esercito il palazzo presidenziale.
[modifica] Idi Amin Dada
| Per approfondire, vedi la voce Idi Amin Dada. |
Idi Amin, capo di stato maggiore dell'esercito di Obote, originario della regione del West Nile, dopo aver assicurato la sua posizione all'interno delle forze armate, le utilizzò per destituire, nel 1971, Obote stesso. Amin governò con l'esercito per il decennio seguente[3]. Il dittatore temeva il predominio degli acholi e dei langi nell'esercito e ne iniziò la persecuzione, con uccisioni in massa. Espulse inoltre dal paese la numerosa popolazione asiatica, e nazionalizzò piantagioni e altre attività commerciali britanniche. In questo periodo crebbe anche la tensione fra l'Uganda e la Tanzania (che aveva accolto Obote e altri profughi ugandesi), che sfociò alla fine degli anni '70 nella guerra ugandese-tanzaniana.
I tanzaniani, sostenuti anche dai ribelli dell'UNLA (Uganda National Liberation Army, "Esercito di liberazione nazionale dell'Uganda") presero nel 1979 la capitale Kampala e deposero Amin. Dopo alcuni mandati presidenziali di breve durata, nel 1980 tornò al potere Milton Obote, e si aprì una stagione di vendette contro i sostenitori di Amin.
All'inizio degli anni 1980 Yoweri Kaguta Museveni creò il NRA (National Resistance Army o "Esercito di resistenza nazionale") con base nella regione di Luwero, a nord di Kampala e iniziò la guerriglia, a cui Obote rispose con uccisioni di massa: durante l'"Operazione Bonanza" nel 1983 la Croce Rossa denunciò l'uccisione di 300.000 persone.
Nel gennaio 1985 Obote fu nuovamente destituito dal generale acholi Tito Okello Lurwa dell'UNLA, che inizialmente acconsentì a negoziare la pace con il NRA di Museveni. I negoziati durarono poco e nel gennaio 1986 il NRA prese Kampala, mentre le forze dell'UNLA si riorganizzarono in Sudan e nel nord del paese come UPDA (Uganda People's Democratic Army o "Esercito democratico del popolo dell'Uganda"). Nel 1987 venne sconfitto anche l'HSM (Holy Spirit Mobile Force o "Forza mobile dello Spirito Santo") di Alice Auma Lakwena, detta "la strega del nord", che si diceva messaggera di Dio e affermava di avere poteri sovrannaturali. Dopo la sconfitta riparò in Kenya.
Musuveni esercitò una repressione ferrea nei confronti dell'UPDA e dell'HSM. Il 3 giugno 1988 il comandante dell'NRA, il maggiore Salim Saleh, firmò un accordo di pace con i comandanti dell'UPDA, offrendo un'amnistia a tutti i ribelli che avessero accettato la smobilitazione. La maggior parte dei combattenti accettò l'amnistia e l'UPDA cessò di esistere.
[modifica] L'LRA
Verso la fine del 1987 Joseph Kony, un presunto cugino di Alice, che ugualmente si dichiarava dotato di poteri soprannaturali, fondò il proprio movimento, chiamato inizialmente Lord's Salvation Army ("Esercito di liberazione del Signore"), poi United Salvation Christian Army ("Esercito cristiano di salvezza unito") e infine, dal 1994, LRA o Lord's Resistance Army ("Esercito di Resistenza del Signore"), con l'obiettivo di prendere il potere e governare secondo i dieci comandamenti (introducendo anche alcuni elementi dell'islam).
Gli attacchi dell'LRA, sostenuto dal Sudan, si diressero anche contro le popolazioni civili, specialmente della stessa etnia di Kony, gli Acholi; l'esercito ribelle perse perciò rapidamente l'appoggio popolare di cui aveva goduto l'HSM e fu costretto a procedere mediante arruolamenti forzati e rapimento di bambini. Dalle testimonianze di giovani fuggiti dall'LRA si parla di numerose atrocità, stupri, uccisioni e mutilazioni compiute verso i bambini sequestrati e verso i villaggi attaccati.
[modifica] Ultimi anni
È stata approvata nel 1995 una nuova costituzione, che rinviò al 2001 il passaggio al multipartitismo, che è effettivamente avvenuto solo grazie ad una consultazione referendaria nel 2005. Il presidente Yoweri Kaguta Museveni venne rieletto nel 1996 e nel 2001, ma nelle province settentrionali continua la guerriglia dell'LRA, appoggiata dal Sudan. Grazie ai nuovi armamenti l'LRA ha esteso la propria sfera di azione creando gravi problemi umanitari. Nel 1996 l'Uganda operò sostenne fortemente Laurent-Désiré Kabila nella prima guerra del Congo, e fu a favore della destituzione del dittatore Mobutu. Dal 1998 al 2003 l'Uganda intervenne nella seconda guerra nell'ex Zaire, dando appoggio ai gruppi ribelli del paese, stavolta contro Kabila.
Negli anni novanta sono stati molti gli scontri con i paesi vicini, anche con il Sudan, che è colpevole di supportare i combattenti dell'LRA. Proprio per questo, il paese ha in passato interrotto le relazioni diplomatiche con il suo vicino.
Nel 1999 i presidenti di Kenya, Uganda e Tanzania si sono incontrati per fondare una comunità economica dell'Africa dell'Est. Nelle elezioni presidenziali del febbraio 2006 Museveni è stato confermato per la terza volta nella carica, cosa permessagli in seguito ad una riforma costituzionale del 2005. Queste sono state le prime elezioni aperte a più partiti, da 26 anni. L'opposizione, guidata da Kizza Besigye (in passato imprigionato e poi scarcerato per ordine di Museveni) non ha ottenuto la vittoria ed ha sollevato numerose proteste per irregolarità nel voto.
Molti sono stati i progressi in campo economico e del rispetto dei diritti umani dal 1986, ma ancora gravi sono i problemi dell'Uganda, su diversi fronti. L'economia resta in condizioni generalmente precarie e il sistema dei servizi, dall'istruzione alla sanità, presenta problematiche di non facile risoluzione. Ormai Museveni è in carica da molti anni, e benché non ci siano svolte politiche in vista non mancano i dubbi sul futuro.
[modifica] Geografia
[modifica] Morfologia
| Per approfondire, vedi la voce Geografia dell'Uganda. |
Il territorio dell'Uganda è caratterizzato dalla presenza di numerosi laghi, fiumi (il più importante dei quali è il Nilo bianco), foreste equatoriali e savane. Nella parte meridionale è attraversato dall'Equatore. La superficie complessiva è pari a 241.038 km², 36.330 dei quali sono acque interne.
Gran parte del paese è situato su un altopiano a circa 1000 m s.l.m. con un clima piuttosto ricco di precipitazioni, solo la parte settentrionale è semiarida. Il punto meno elevato del paese è in corrispondenza del basso corso del Nilo a circa 610 m s.l.m. mentre la vetta più elevata è la Cima Margherita (anche chiamato Monte Stanley, 5.110 m s.l.m.) nella catena del Ruwenzori.
[modifica] Idrografia
[modifica] Clima
[modifica] Popolazione
[modifica] Demografia
fonte:Cia Factbook 2006
La popolazione stimata a luglio 2006 era pari a 28.195.754 di persone. Il paese è stato il soggetto, dall'inizio degli anni sessanta, ad una rapida crescita demografica, come avvenuto per tanti altri paesi in via di sviluppo. Tuttavia questa crescita non si è arrestata e accenna a continuare: sempre nell'anno 2006 la popolazione ha registrato un tasso di crescita del 3,37%, in conseguenza di una natalità quasi quadrupla rispetto alla mortalità. Il basso tenore di vita è testimoniato da dati poco felici, come la mortalità infantile, del 66%, e l'aspettativa di vita, di 52 anni. Ma l'una che l'altra percentuale hanno fatto registrare, per fortuna, incoraggianti miglioramenti negli ultimi tempi. L'AIDS è ancora preoccupantemente diffuso, ma il tasso attuale di infezione è inferiore a quello di tanti altri paesi africani, e la lotta contro il virus HIV, almeno per ora, sembra aver dato i frutti sperati.
La densità, di 119 abitanti per chilometro quadrato, è superiore a sud. La popolazione è generalmente molto giovane, oltre la metà degli abitanti ha meno di 15 anni.
Per etnie, lingue e religioni l'Uganda può dirsi un paese molto vario.
[modifica] Etnie
fonte: Cia Factbook 2006
L'Uganda è abitata da un mosaico molto complesso ed articolato di etnie, le due più articolate, i bantu e i niloti, si dividono a loro volta in numerosi sottogruppi. Generalmente le etnie non sono molto integrate dal punto di vista geografico: i bantu sono concentrati soprattutto a sud mentre gli altri gruppi etnici si trovano nella parte settentrionale. I bantu costituiscono poco più della metà degli abitanti. Tra i non africani, i più numerosi sono gli asiatici, seguiti da piccole minoranze europee ed arabe. La composizione etnica del paese è la seguente:
- Bantu: Baganda 12 %, Ankole 8 %, Basoga 8 %, Bakiga 7 %, Bagisu 6 %, Batoro 4 %, Banyoro 3 %, Bagwere 2 %, Bakonjo 1 %,
- Niloti: Iteso 8 %, Langi 7 %, Acholi 5 %, Jopodhola 2 %, Alur 3 %,
Karamojong 2 %,
- Sudanesi: Lugbara 4 %,
- Rundi 2 %,
- Ruanda 7 %,
- Ik 0,02 %,
- Non africani: Asiatici 0,82 %, Europei 0,095 %, Arabi 0,066 %,
[modifica] Lingue
Le lingue ufficiali del paese sono l'inglese e lo swahili (dal 2005). L'inglese è rimasto la lingua ufficiale anche dopo l'indipendenza, sebbene sia parlato solo da una limitata parte della popolazione. L'accesso al potere economico e politico è pressoché impossibile senza conoscere l'inglese, che è stata la lingua dei colonizzatori bianchi. Visto il numero enorme di linguaggi presenti, è forte il bisogno di una lingua comune, e l'inglese può forse arginare il problema. Lo swahili è stato reso lingua ufficiale nel 2005[4], ed è abbastanza comune nelle attività commerciali. Precedentemente lo swahili era già stato reso lingua ufficiale da Idi Amin[5]. Nella parte centrale del paese è molto diffuso il luganda, una lingua utilizzata per molti anni nell'istruzione proprio nell'Uganda centrale, oggi di frequente uso per più di tre milioni di persone. Questa lingua è parlata oggi specialmente nella regione di Buganda e a Kampala.
Diffuse anche altre lingue del gruppo Niger-Congo e nilotiche-sahariane, modesta la diffusione dell'arabo. È quindi chiaro che nel paese è parlata una moltitudine di lingue, che è facile suddividere dal punto di vista territoriale. Metà delle lingua parlate nel paese appartengono a quelle bantu e si concentrano nella parte meridionale, l'altra metà appartiene al gruppo nilotico sahariano ed è concentrato nella parte settentrionale. Le lingue bantu presenti in Uganda sono in tutto diciannove.
[modifica] Religioni
Come sotto tanti altri aspetti, anche in quello religioso l'Uganda è un paese molto vario. Circa l'85% della popolazione è di religione cristiana, fra questi i due gruppi più numerosi sono i cattolici (45 %) e gli anglicani (35%). Oltre il 10% degl ugandesi sono musulmani sunniti. L'1% della popolazione professa religioni tradizionali africane. Le altre confessioni non cristiane, che compongono lo 0,7%, comprendono soprattutto induisti. Nella capitale Kampala si trova una delle otto case di culto del Bahai presenti nel mondo, la cui costruzione cominciò nel 1958; proprio il Bahai è presente qui più che in qualsiasi altro stato africano.
Vi è inoltre una piccola comunità di religione ebraica, gli Abayudaya presso Mbale composta da circa 500 persone.
Secondo il censimento 2002 la suddivisione della popolazione è la seguente:
| Religione | Dato 1991 | % 1991 | Dato 2002 | % 2002 |
|---|---|---|---|---|
| Cattolicesimo | 7.426.511 | 44,5 | 10.242.594 | 41,9 |
| Chiesa anglicana | 6.541.830 | 39,2 | 8.782.821 | 35,9 |
| Islam | 1.758.101 | 10,5 | 2.956.121 | 12,1 |
| Pentecostali | --- | -- | 1.129.647 | 4,6 |
| Chiesa cristiana avventista del settimo giorno | 179.624 | 1,1 | 367.972 | 1,5 |
| Chiesa ortodossa | 4.738 | 0,0 | 35.505 | 0,1 |
| altre confessioni cristiane | 101.914 | 0,6 | 286.581 | 1,2 |
| Bahai | --- | -- | 18.614 | 0,1 |
| altre confessioni non cristiane | 658.987 | 4,0 | 159.259 | 0,7 |
| Religioni tradizionali | --- | -- | 241.630 | 1,0 |
| aconfessionali | --- | -- | 212.388 | 0,9 |
| Totale | 16.671.705 | 100,0 | 24.433.132 | 100,0 |
Fonte: Uganda Bureau of Statistics (UBOS), [1] (pdf)
[modifica] Ordinamento dello stato
[modifica] Suddivisione amministrativa
| Per approfondire, vedi la voce Suddivisioni dell'Uganda. |
L'Uganda è divisa in 4 regioni, a loro volta suddivise in 77 distretti. I distretti sono ulteriormente suddivisi in contee, parrocchie e villaggi.
[modifica] Città principali
Moltissimi ugandesi vivono in zone rurali, e le città generalmente contano pochi abitanti. L'unico centro assai popolato è Kampala, la capitale, che ha una popolazione di 1.208.544 abitanti nel 2002. Altre città importanti sono Tororo, sede di numerose industrie, e Jinja. La città di Entebbe è nota per ospitare l'omonimo aeroporto internazionale.
Altre città ugandesi sono:
- Arua
- Fort Portal
- Kasese
- Soroti
- Gulu
[modifica] Istituzioni
[modifica] Istruzione
Dopo l'indipendenza l'Uganda ha mantenuto un sistema scolastico basato sulle caratteristiche di quello vigente in epoca coloniale.
L'educazione primaria (Primary School) dura 7 anni e inizia intorno ai 6/7 anni, segue un ciclo di 4 anni (Secondary School) e due anni di scuola superiore prima di accedere, eventualmente, all'università o ad altre istituzioni simili.
Dal 1997 è garantita la formazione gratuita (ciclo primario) per 4 bambini per nucleo famigliare (la media è di 8 figli per famiglia). Ciò ha provocato un drastico aumento della frequenza scolastica, tuttavia, soprattutto nelle aree rurali, sono ancora molti i bambini che non accedono alle scuole per mancanza di strutture nei luoghi di residenza oppure per mancanza di risorse economiche da parte delle famiglie. Una volta completato il ciclo primario è possibile proseguire con il ciclo secondario oppure frequentare dei corsi triennali in scuole professionali. Solo il 40% circa degli studenti accede al ciclo secondario.
Sia il ciclo secondario che l'università sono a pagamento; il 95% circa degli studenti universitari frequenta la Makerere University, l'unica finanziata dal governo, i rimanenti nelle altre 5 università del paese.
[modifica] Sanità
[modifica] Aids
L'Uganda è stato indicato come raro caso di successo nella lotta al virus dell'HIV del continente africano. Una varietà di approcci contro l'Aids sono stati messi in atto dal governo, a partire dall'educazione e dalla promozione dell'uso del preservativo e dell'astinenza sessuale.
Alla fine degli anni 80 oltre il 30% di cittadini ugandesi aveva contratto il virus dell'HIV. Secondo le fonti governative la percentuale sarebbe scesa al 10% verso la fine degli anni 90, e avrebbe raggiunto un insperato 4,1% nel dicembre 2003. Dal 1986 l'allora presidente Yoweri Katuga Musevini aveva iniziato la sua campagna: "evitare l'Aids è un dovere patriottico". La sigla "Abc" ne riassumeva le intenzioni: (a)Astinenza, (b)fedeltà, e (c)preservativo.
Nel 1992 nacque l'Ugandese Aids Commission; a seguire, nel 98 il tasso di ragazzine incinte fra i 15 ed i 24 anni affette dal virus sarebbe sceso dal 21% dell'anno prima al 9,7%. La Banca Mondiale aveva concesso 50 milioni di dollari nel 94 e concederà altri 47 milioni nel 2001 per quella che sembrava essere una campagna vittoriosa contro l'Aids.
Alcune ricerche più recenti mettono però in guardia da un eccesso di ottimismo: secondo una ricerca pubblicata nel 2002 dal giornale medico The Lancet, le statistiche sarebbero state distorte da un'errata generalizzazione a tutta la popolazione di quanto sarebbe stato misurato in piccole cliniche di città. Secondo la Ong National Guidance end Empowerment Network il tasso di persone affette oggi dall'Hiv in Uganda si aggirerebbe sul 17%, cioè circa quattro volte il tasso ufficiale.
Da segnalare una campagna condotta in Uganda dagli Stati Uniti in favore dell'astensione sessuale, che è stata criticata per la sua efficacia da Human Rights Watch.
[modifica] Ebola
Un gran numero di casi di Ebola è stato rilevato in Uganda. In particolare il St. Mary Lacor Hospital di Gulu è stato protagonista di lotte ripetute contro il virus, quasi sempre con successo, riuscendo a limitarne la diffusione altrove. L'ultima epidemia, verificatasi nei mesi di settembre e ottobre del 2007, concentratasi nel distretto di Gulu risulta essere debellata. Il governo ugandese ha istituito una commissione di inchiesta per far luce sulle cause della propagazione di tale male.
[modifica] Politica
[modifica] Politica Interna
Il Presidente dell'Uganda, (posizione attualmente ricoperta da Yoweri Museveni) è sia il capo dello stato sia il capo del governo. Al presidente spetta la nomina del Primo ministro che affianca il presidente nell'attività politica. L'attuale primo ministro è Apolo Nsibambi.
Il parlamento è costituito dall'Assemblea nazionale (National Assembly) composta da 303 parlamentari 86 dei quali sono nominati da vari gruppi di interesse che includono associazioni femminili e l'esercito. I rimanenti parlamentari sono eletti tramite elezioni e restano in carica cinque anni.
Nel 1986, in un tentativo di ridurre la conflittualità e le violenze fra le diverse fazioni, furono introdotte restrizioni all'attività dei partiti politici, Museveni introdusse un sistema democratico non fondato sui partiti che, pur continuando ad esistere, non potevano più partecipare alle campagne elettorali né presentare direttamente dei candidati. Un referendum costituzionale del 2005 ha modificato questa situazione.
Il Paese appartiene dal 1986 all'Autorità intergovernativa per lo sviluppo, organizzazione politico-commerciale formata dai paesi del Corno d'Africa.
Le elezioni presidenziali del febbraio 2006 videro tra i candidati Kizza Besigye, attualmente in esilio. Vincitore delle elezioni fu dichiarato Museveni.
L'Uganda può disporre di abbondanti risorse naturali, terreni fertili, piogge regolari e discreti depositi di materie prime (rame e cobalto).
[modifica] Diritti Umani
Nonostante i significativi passi avanti compiuti in materia di rispetto dei diritti umani l'Uganda resta uno dei paesi con diversi punti di attenzione per gli organismi che si occupano di questioni umanitarie essenzialmente derivanti dal conflitto nel settentrione del paese dove, da quasi vent'anni, è in corso una guerra fra le truppe governative e i ribelli della Lord's Resistance Army.
Secondo fonti ONU [6] oltre 30.000 minori sono stati strappati dalle loro famiglie ed arruolati a forza o ridotti in schiavitù dall'inizio della guerra.
Oltre 40.000 sarebbero invece i night commuters, pendolari nella notte, che approfittano dell'oscurità per allontanarsi dalle zone di conflitto, per evitare anche di essere sequestrati[7].
I conflitti hanno inoltre provocato circa 1.000.000 di profughi con l'insorgere di situazioni di emergenza sanitaria (epidemie di colera e scarsità di acqua).
I dati sono confermati dall'Unicef: malaria, infezioni respiratorie e diarrea rimangono la principale causa di morte per bambini con meno di 5 anni. 20.000 bambini all'anno continuano a contrarre l'HIV dalle proprie madri. Quasi la metà dei due milioni di orfani dell'Uganda sono stati causati dall'Aids. Secondo l'Associazione per i popoli minacciati, solo nel 2005 sarebbero stati 19.000 i bambini morti in Uganda a causa della guerra civile e delle malattie. Anche la situazione interna desta a volte critiche: ad esempio l'arresto di Kizza Besigye, capo dell'opposizione, ha subito una dura condanna[8].
Dal punto di vista dell'istruzione media, qualche passo avanti è stato fatto: nel 1999 si è arrivati a 6 milioni di bambini iscritti alla scuola primaria, rispetto ai soli 2 milioni che furono registrati nel 1986. Un'impennata arrivò infatti nel 1997 quando la scuola pubblica fu messa a disposizione gratuitamente per quattro figli per famiglia. Ma va segnalato che oggi solamente il 40% degli alunni continua gli studi al termine dei sette anni di scuola primaria.
[modifica] Politica Estera
[modifica] Economia
[modifica] Agricoltura
L'agricoltura è il settore più importante dell'economia, ed occupa circa l'80% della forza lavoro, con il caffè come principale voce di vendita all'ingrosso. Altre colture importanti sono quelle di mais, sorgo e patate.
[modifica] Allevamento
L'allevamento ha una voce molto importante nell'economia, e il patrimonio zootecnico nazionale è vario e vasto.
[modifica] Pesca
La pesca è un settore moderatamente sviluppato, ed è praticata specialmente nei pressi del lago Vittoria.
[modifica] Risorse minerarie
In quanto a minerali, le risorse ugandesi non sono molte, le maggiori sono tungsteno e stagno, concentrate nel Sud-Ovest. La produzione energetica è quasi interamente idroelettrica, e si basa su una centrale collegata alla diga di Owen Falls.
[modifica] Acqua
Secondo un rapporto pubblicato nel 2003 del Dipartimento internazionale per lo sviluppo (DFID) , nel giugno 2002 solo il 55% della popolazione delle aree rurali dell'Uganda aveva accesso a fonti d'acqua sicura; questa percentuale poteva raggiungere anche il 25% in alcuni distretti. Questa statistica pone gli ugandesi fra le popolazioni meno servite al mondo. Inoltre si stima che oltre il 30% dei sistemi di approvvigionamento dell'acqua nelle zone rurali fosse nel 2002 non funzionante.
La strategia del governo per il rifornimento idrico delle aree rurali in passato faceva molto affidamento sulle Ong internazionali o sui progetti bilaterali per l'acqua. I progetti venivano avviati direttamente da singoli individui od organizzazioni. L'influenza e il coinvolgimento del governo rimasero a lungo limitati. Nel 97 il ministero avviò però la riforma del settore; nel 2000 vennero pubblicati i dati relativi alla copertura idrica del territorio, e le stime di necessità di ogni distretto. Si individuarono i primi obiettivi da raggiungere.
Nel 2001 il Governo dell'Uganda e i suoi partner di sviluppo firmarono una dichiarazione congiunta per la gestione del comparto.
In Uganda oggi ci sono circa una ventina di imprese private che competono per ricevere i contratti per la realizzazione di impianti per l'estrazione dell'acqua; alcune di queste sono state formate da Ong internazionali che altrimenti non avrebbero potuto operare, ed un esempio di questo è costituito dalla Multidev Company, nata dalla Busoga Trust.
I contratti che vengono sottoscritti dalle aziende con il governo vengono stesi ora a livello di distretti, e riguardano generalmente dai 5 ai 20 pozzi di scavo congiuntamente. Un'azienda cui vengono affidati gli scavi per la realizzazione di pompe d'acqua manuali è ad esempio l'Ugandrill Limited.
[modifica] Industria
Le principali industrie sono quelle leggere, impiegate nei settori alimentare e tessile, e sono spesso collegate all'agricoltura; altra produzione importante è quella del cemento, ma fondamentalmente. Il settore secondario si concentra a Tororo, Kampala e Jinja. L'industria si è ben sviluppata in seguito al programma di riforme degli anni di pacificazione e stabilità interne: nel 2006 la produzione industriale è cresciuta del 5,2%, ma è da risolvere il problema della carenza di addetti, che impedisce all'industria uno sviluppo più veloce.
[modifica] Servizi
Il terziario, nonostante possa contare anch'esso su un numero limitato di addetti, concorre per quasi il 50% alla formazione del prodotto interno lordo.
[modifica] Commercio
Il commercio estero soffre di un pesante passivo, poiché le esportazioni, che si basano soprattutto sul caffè, sono inferiori non di poco alle importazioni. Le relazioni commerciali maggiori vengono intrattenute con il Kenya, che contribuisce per primo sia alle esportazioni che alle importazioni. Le vie di comunicazione hanno bisogno di essere ampliate e migliorate, e risultano complessivamente carenti, anche se sono state ricostruite degnamente dopo le distruzioni dei conflitti interni.
Dal 1986 il governo, con il sostegno di paesi stranieri e di agenzie internazionali, ha iniziato a lavorare al recupero di un'economia decimata dal regime dell'ex presidente Idi Amin e dalle guerre civili che ne sono seguite. Sono state avviate misure di recupero, come una riforma della valuta, l'aumento dei prezzi al produttore sulle esportazioni, l'aumento del prezzo dei prodotti legati al petrolio, e il miglioramento dei salari nei servizi pubblici. La svolta politica punta principalmente al controllo dell'inflazione, all'aumento delle produzioni, ed ad un miglioramento di bilancio. Nel 2000 l'Uganda è entrata a far parte del programma Heavily Indebted Poor Countries (HIPC) per una riduzione del debito pari a 1.3 miliardi di dollari. Fra il 1990 e il 2001, l'economia ugandese ha potuto vantare buone prestazioni basate su continui investimenti nelle infrastrutture, sull'aumento degli incentivi per la produzione e le esportazioni, sulla riduzione dell'inflazione, sul miglioramento graduale della sicurezza interna, e sul ritorno di imprese esiliate. Il continuo coinvolgimento dell'Uganda nella guerra nella Repubblica Democratica del Congo, la corruzione interna al governo, ed il declino nella determinazione del governo nelle riforme pongono però una seria ipoteca sul futuro della nazione. Se dunque sono stati fatti seri progressi, la strada da percorrere per una risoluzione dei più gravi problemi dell'Uganda è ancora lunga.
La crescita attorno al 2001-2002 rimase solida a dispetto del calo continuo del prezzo del caffè, il principale prodotto di esportazione dell'Uganda[9]. Nel 2006 il PIL è cresciuto del 5,3%, e quindi nella media africana, ma fà registrare un miglioramento rispetto al 4% del 2005. Una parte non trascurabile della popolazione vive sotto la soglia di povertà, secondo le ultime stime del 2001 si tratterebbe del 35% degli abitanti. Come già accennato prima si è lavorato molto per la riduzione dell'inflazione, che è passata dal 240% del 1987 al 42% del giugno 1992, e attualmente è al 6%. Mancano dati sulla disoccupazione.
La valuta nazionale è lo scellino ugandese.
[modifica] Ambiente
L'isituzione dei primi parchi nazionali in Uganda risale al 1952, il provvedimento trasformò il paese in un'ambita meta turistica nell'Africa orientale, il turismo subì però una battuta d'arresto con i conflitti degli anni settanta e Ottanta che danneggiarono notevolmente le infrastrutture e compromisero in parte il programma di tutela ambientale.
Nella metà degli anni ottanta il sistema delle aree protette è stato riorganizzato, sono stati istituiti nuovi parchi nazionali e la gestione delle aree protette è passata sotto l'egida del Ministero del Turismo. Le aree protette rappresentano infatti un'importante risorsa economica per il paese.
Attualmente i parchi nazionali sono i seguenti:
- Bwindi Impenetrable National Park (Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO)
- Kibale National Park
- Kidepo Valley National Park
- Lake Mburo National Park
- Mgahinga Gorilla National Park
- Mount Elgon National Park
- Murchison Falls National Park
- Queen Elizabeth National Park
- Rwenzori Mountains National Park (Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO)
- Semuliki National Park
La gran parte del territorio nelle aree pianeggianti è occupata dalla savana.
[modifica] Flora
Solo una piccola parte del paese è occupato dalla foresta equatoriale, concentrata prevalentemente sulle pendici della catena del Ruwnezori, con piccole aree di foresta intorno ai laghi centrali. Le piante che vi si trovano sono mogani, iroko e altre piante ad alto fusto sotto le quali prolifera un ricchissimo sottobosco.
Dove la foresta è stata abbattuta o vi sono stati incendi sono ricresciute specie a crescita rapida, dando vita alla cosiddetta foresta secondaria, un impenetrabile insieme di bambù, liane e felci.
[modifica] Fauna
Nelle aree meno piovose si è sviluppata, intorno ai corsi d'acqua, la foresta a galleria, habitat di ippopotami e coccordilli ma anche di insetti portatori di malattie come la malaria (zanzare del genere Anopheles), la malattia del sonno (Glossina palpalis) e la febbre gialla (Aedes aegypti).
[modifica] Arte
[modifica] Architettura
[modifica] Pittura e scultura
[modifica] Letteratura
[modifica] Poesia
[modifica] Romanzo
[modifica] Teatro
[modifica] Musica
La musica popolare ugandese all'inizio era cotituita soprattutto da gruppi provenienti da paesi esteri, spesso lo Zaire, le cui canzoni erano in un linguaggio bantu, il Lingala. Negli anni'80 la scena musicale fu dominata da Jimmy Katumba e la sua band, gli Ebonies. Essi divennero sinonimo di intrattenimento in un paese economicamente in ginocchio[10] . Negli anni seguenti molte canzoni popolari provenirono dall'album [[Born in Africa]] di Philly Lutaaya. I musicisti di questi anni rimangono, con l eloro canzoni, ancor amolto noti sulla scena nazionale: tra essi troviamo anche Sammy Kasule e Gerald Ndaddibanga.
Musicalmente, Kampala è il cuore dell'Uganda, in particolare la zona di Wandegeya, dove è nato il kadongo kamu. Il kadongo kamu rende molto caratteristiche dei racconti, espressi come canzoni, accompagnati da una chitarra e, occasionalmente, una batteria. Il maggior artista di questo stile è Bernard Kabanda. La Afrigo Band ha dato un grande contributo alla musica nazionale. La loro musica è considerata anche educativa, oltre che di intrattenimento.
[modifica] Sport
Per quanto riguarda gli sport, i più popolari sono il calcio, il rugby e il cricket. La nazionale ugandese è controllata dalla Federazione delle Associazioni Calcistiche dell'Uganda, e non è mai riuscita a qualificarsi alla fase finale dei Mondiali: tuttavia arrivò seconda alla Coppa d'Africa nel 1978. Il rugby è sempre più seguito, anche perché l'Uganda è riuscita a battere nazionali forti come la Namibia e il Marocco, divenendo sempre più esperta. Anche nel cricket l'Uganda ha riportato storiche vittorie, come quella contro il Kenya.
[modifica] Tradizioni
Essendo l'Uganda molto articolato dal punto di vista etnico, l'alto numero di gruppi presenti è naturalmente portatore di culture molto varie. Le numerose etnie influiscono in modo determinante dal punto di vista culturale, molto variegati sono tradizioni e costumi passando da una parte all'altra dell'Uganda; anche la frammentazione religiosa contribuisce ad accentuare tale varietà. Tra i non africani i più influenti sono certamente gli asiatici, che, dopo essere stati espulsi da Idi Amin durante il suo regime, sono in gran parte tornati.
[modifica] Gastronomia
[modifica] Festività
[modifica] Note
- ^ Stima del 2006 tratta dal CIA Factbook
- ^ "Background Note: Uganda", U.S. State Department
- ^ "A Country Study: Uganda", Library of Congress Country Studies
- ^ "Ugandan parliament approves Swahili as second official language", [[Xinhua]] (hosted by the People's Daily), July 7, 2005
- ^ "A Brief History of the Swahili Language", glcom.com
- ^ http://www.un.org/events/tenstories_2006/story.asp?storyID=100
- ^ "Invisible Children of Uganda film website"
- ^ "Uganda: Respect Opposition Right to Campaign", Human Rights Watch, 19 December 2005
- ^ "The World Factbook - Uganda", CIA, 2006
- ^ Jimmy Katumba leaves behind a hard lesson, The Monitor, August 16, 2006
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Uganda
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda dell'Uganda dal sito Viaggiare Sicuri - Sito curato dal Ministero degli Esteri e dall'ACI.
- I Pigmei africani Cultura e musica dei primi abitanti dell'Uganda
- Le prime elezioni multipartitiche in Uganda - Da Warnews.it.
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